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Onorevole Storace, segretario de La Destra, cosa pensa dei risultati del sondaggio?
Credo che confermino una delle nostre critiche principali; nel popolo del centrodestra si avverte, con numeri abbastanza rilevanti, una sorta di dissociazione di Fini a quello che è stato il percorso di coerenza di una vita.
C’è stato, infatti, un forte calo di popolarità del Presidente della Camera tra gli ex An. Che Fini stia “correndo troppo”, anche per i più fedeli?
Parliamoci chiaro, Fini ha il diritto di cambiare idea però, evidentemente, quelli che non lo seguirebbero rivendicano il diritto di non cambiare idea. Io credo che una politica di destra non debba, per forza di cose, piacere alla sinistra.
Gianfranco Pasquino, però, sostiene che Fini sia un innovatore e che abbia un occhio di riguardo verso il futuro. Lei quindi non è d’accordo?
Pasquino, come larga parte dell’universo di sinistra, dice “bravo Fini, tanto non ti voto”. Nella politica italiana ci sono tanti esempi di personalità che per piacere a tutti poi hanno chiuso col consenso. Il caso più clamoroso è quello di Mario Segni; voleva piacere a tutti e poi restò con un pugno di mosche in mano.
Ci sarà, prima o poi, una rottura definitiva tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi?
Io in realtà non vedo una strategia nel percorso di Fini. Credo che anche lui abbia mille dubbi e si sia imbarcato in un’avventura che non lo porterà da nessuna parte. Con Berlusconi, per ora, sono solo punture di spillo che andranno avanti fino a quando il Presidente del Consiglio non si stuferà.
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